Pasqua – una celebrazione di speranza - Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Pasqua – una celebrazione di speranza

Passi di passione | Giorno trentaquattro
Quaranta giorni di passione. Quadragesima. Quaranta giorni per accompagnare la passione di Cristo e prepararsi alla luce della speranza nel giorno della resurrezione. Quaranta passi. Martin Lutero interpretò questo tempo soprattutto come un viaggio interiore. E quindi non come una quaresima, tempo di fugaci rinunce dentro un perimetro di quaranta giorni, ma piuttosto come un tempo di pausa, di consapevolezza e di riflessione profonde. Un tempo di avvicinamento. Passo dopo passo. I pastori della Chiesa Evangelica Luterana accompagnano questi quaranta giorni con brevi suggerimenti di meditazione.

Aleksander Erniša, Pastore della Comunità Evangelica Luterana di Trieste

La celebrazione della più grande festa cristiana si avvicina sempre di più. Nei giorni a venire i cristiani di tutto il mondo rivivranno intensamente la vita e la morte di Gesù Cristo. Il messaggio principale della Pasqua – di cui ogni volta ci ricordiamo ­– è che la vita vince la morte.

Passeremo dalla glorificazione al disprezzo, dalla crocifissione alla morte e dalla risurrezione alla speranza. Sentiremo quindi le parole che glorificano Cristo: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” (Giovanni 12, 13) E sentiremo le parole che ci incoraggeranno ad amarci gli uni gli altri: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.” (Giovanni 13:34) Ricorderemo il senso di solitudine di Cristo: “Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: ‘Elí, Elí, lemà sabactàni?’, che significa: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’” (Matteo 27:46) E alla fine udiremo le sue ultime parole: “E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: ‘Tutto è compiuto!’. E, chinato il capo, spirò.” (Giovanni 19, 30)

Come sappiamo, tuttavia, questa è solo una parte della storia della Pasqua e del suo messaggio. Nel Credo degli apostoli diciamo che è risorto dai morti il terzo giorno, perché la Bibbia ci dice: “Ma l’angelo disse alle donne: ‘Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. Si risorto, come avete detto.‘” (Matteo 28, 5–6) E queste sono le parole della nostra speranza.

Ma questi versetti non sono rilevanti soltanto nel periodo della Pasqua, quando ci ricordiamo della sofferenza e della risurrezione di Gesù Cristo. No. La vita ci mostra spesso i suoi lati oscuri. Sono tanti quelli che “portano la loro croce”, che “alzano gli occhi verso i monti” e si chiedono da dove gli sta venendo aiuto. Purtroppo a nessuno viene risparmiato questo aspetto triste della vita. Tutti noi dobbiamo percorrere questa strada in qualche modo.

Tristezza, delusione, sofferenza, però, non hanno l’ultima parola. L’uomo, benché sia l’unico essere consapevole della sua finitezza, è incline alla vita. Vuole vivere e si aggrappa, anche tenacemente, alla vita. Nei momenti di prova, nei momenti di dubbio, nei momenti di depressione e nei momenti di oscurità, possiamo prendere a modello l’atteggiamento positivo che ci viene dato da Dio. Questo atteggiamento positivo viene espresso attraverso le parole bibliche, le quali ci incoraggiano tramite lo Spirito Santo. La Pasqua ci ricorda proprio questo. La Pasqua ci dà speranza nella disperazione e ci dà consolazione nella depressione.

La Pasqua è quindi una festa che riporta alla vita le persone. Ci offre un’altra possibilità per diminuire il peso delle nostre “croci” e ripristina la nostra gioia di vivere. Lasciamo quindi che il messaggio fondamentale della Pasqua ci possa parlare anche quest’anno!

Auguro a tutti una festa piena di benedizioni. Alleluia.

Foto di Paolo Trabattoni da Pixabay

27.03.2021