A passeggio - Chiesa Evangelica Luterana in Italia

A passeggio

Passi di passione
Quaranta giorni di passione. Quadragesima. Quaranta giorni per accompagnare la passione di Cristo e prepararsi alla luce della speranza nel giorno della resurrezione. Quaranta passi. Martin Lutero interpretò questo tempo soprattutto come un viaggio interiore. E quindi non come una quaresima, tempo di fugaci rinunce dentro un perimetro di quaranta giorni, ma piuttosto come un tempo di pausa, di consapevolezza e di riflessione profonde. Un tempo di avvicinamento. Passo dopo passo. I pastori della Chiesa Evangelica Luterana accompagnano questi quaranta giorni con brevi suggerimenti di meditazione.

Annette Herrmann-Winter, pastora della Comunità Evangelica Luterana di Firenze

A dire la verità, passeggiare non è proprio la mia passione.
È un incedere troppo lento per me. Preferisco camminare, partire con una meta, una mappa in mano, lungo un percorso impegnativo.
Piuttosto di andare a passeggio vado in bicicletta o a correre.
Quest’ultimo soprattutto con il nostro cane Rike.
Correre lungo le rive dell’Arno non è il massimo, soprattutto per il tanto traffico. Al momento poi siamo senza macchina. E far entrare un cane attivo e giovane come Rike in un rimorchio da bicicletta, mi pare un’impresa assai ardita.
Ed ecco che ci troviamo a passeggio, Rike ed io.
A Rike piace molto, finalmente ha il tempo per annusare tutto per bene e per andare dietro a tutte le cose interessanti che si presentano lungo il sentiero, impresa impossibile quando deve corrermi accanto.
Io invece ho faticato un po’ a cambiare registro. Rallentare. Pensavo di farlo una volta arrivata all’età da pensione. Se non più tardi.
E invece adesso ci troviamo a passeggio.
Finalmente sono io che la seguo dietro ai vari odori che lei trova interessanti. Ci confrontiamo su chi potrebbe aver lasciato questa traccia. Mi rallegro con lei quando scopre qualcosa di nuovo che ieri ancora non c’era. Se ci mette troppo tempo però,  tiro il guinzaglio per proseguire nella passeggiata.

Qualche giorno fa per caso ho sentito un’intervista alla radio con un esperto del passeggio, un “promenadologo”. Non sto scherzando, esiste una scienza che si chiama “promenadologia” (inglese:strollology).
Lucius Burckhardt ha insegnato fino al 1997 la Scienza del passeggio all’Università di Kassel nel dipartimento di architettura, pianificazione urbana e del paesaggio. Non era un corso di studi, ma un metodo sociologico di esplorazione. Passeggiando entriamo in una percezione ed esplorazione decelerata dello spazio e del nostro ambiente.
La pianificazione urbana e paesaggistica sarebbe diversa se passeggiassimo!
In questo anno di pandemia, molti hanno scoperto il passeggiare – per necessità.
Passeggiare a ritmo lento permette di sciogliere dei blocchi interni.
L’esperto alla radio, di cui purtroppo ho dimenticato il nome, ha ribadito che il modo migliore per alleviare la tensione e lo stress sarebbe passeggiare lungo dei sentieri familiari, percorsi mille volte. Non doversi sempre confrontare con qualcosa di nuovo.
Quella che una volta avrei liquidato come una routine noiosa improvvisamente riesco ad apprezzarla sotto una nuova luce. Riuscire a cogliere qualcosa di nuovo in quello che conosciamo da sempre. Come il mio cane. Rike trova sempre qualcosa di nuovo, non importa quante volte facciamo lo stesso percorso. E questo mi ha fatto pensare.
Non è che mi sia passata la voglia di esplorare cose nuove! Non fraintendetemi.
Ma per sciogliere dei blocchi formatisi in tante conferenze online e tante cose mai vissute prima, mi dedico in questo periodo della passione al passeggio. E chissà, forse sono in buona compagnia?

Traduzione: nd

Foto di Q K da Pixabay