Sulle tracce - Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Sulle tracce

Pubblicazione: Napoli incontra la Riforma – Le iniziative della Comunità di Napoli per il cinquecentenario della Riforma
Tutto è iniziato con un brainstorming sul tema “Aspettando la Riforma” nell’ambito del consiglio della Comunità Evangelica Luterana di Napoli: cosa fare per commemorare il cinquecentenario della Riforma? Il risultato è stato un colorato potpourri di idee. Passeggiate storico-artistiche guidate in città, laboratori teatrali, incontri tematici con alunni e insegnanti organizzati dall’Istituto Goethe, l’inaugurazione di un luogo di incontro tra religioni in una grotta di tufo, e poi ancora conferenze, mostre… Ora tutto queste iniziative sono confluite in una pubblicazione: “Napoli incontra la Riforma”. Curatrice e coautrice è Christiane Groeben, archivista e storica della scienza, vicepresidente della FCEI, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia ed ex presidente sinodale della CELI.

Lei è stata responsabile degli archivi della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli per oltre 40 anni, in questo periodo ha curato oltre 50 pubblicazioni. Le piace mettersi sulle tracce…?

Christiane Groeben: Beh, prima di tutto, sono un’archivista. Trovo eccitante riassumere le cose e andare a fondo, cogliere dei contesti, rintracciare gli eventi storici, interpretarli e creare collegamenti, metterli in relazione.

Tabacchiera

Le iniziative per il 500° anniversario della Riforma e la pubblicazione su Napoli e la Riforma sono state una sfida. Napoli e Lutero, chi mai sospetterebbe una relazione?

Christiane Groeben: Questo è vero, ed è proprio per questo motivo che tutte queste ricerche, e poi quello che abbiamo scoperto, è stato così appassionante ed eccitante. Una volta che abbiamo iniziato, ci siamo imbattuti in cose che sono davvero sorprendenti.

Nel corso del 2017, avete invitato il pubblico a sei passeggiate di storia culturale ed artistica in città. Come è stata la risposta?

Christiane Groeben: Oltre ogni più rosea aspettativa. Mi pare che abbiamo avuto più di 40 persone per ognuna delle sei domeniche in calendario. Del resto, fatti e circostanze legati ai luoghi storici della città che abbiamo scoperto sono davvero emozionanti: Carlo V di ritorno dal Nord Africa, mentre si trovava a Napoli per un periodo di riposo, ascoltò nella chiesa di San Giovanni Maggiore le prediche del cappuccino Bernardo Occhini, un abilissimo oratore, inequivocabilmente già “contagiato” dagli insegnamenti di Lutero. E ancora: la spagnola Maria Lorenza Longo, fondatrice del monastero riformato delle Clarisse Cappuccine, aprì l’ospedale degli “incurabili”, per i malati senza speranza e per gli emarginati che non erano ammessi altrove; e poi Juan de Valdés che scrisse il suo Alfabeto Cristiano a Napoli….

Una società, quindi, che sorprendentemente era abbastanza ricettiva rispetto alle idee della Riforma?

Christiane Groeben: Assolutamente sì. Ma solo fino a quando l’Inquisizione non iniziò ad attivarsi anche qui, cosa che del resto non avvenne senza proteste da parte della popolazione. Fu questo a mettere un freno, almeno temporaneo, al diffondersi  delle tesi della Riforma.

E’ vero che si è persino imbattuta in un Caravaggio ispirato alla Riforma?

Christiane Groeben: Sì, Polidoro Caravaggio, e non solo lui. È più che evidente che nelle opere dei pittori contemporanei alla Riforma, le figure dei santi raffigurati nei dipinti calano drasticamente. Davvero particolare è poi un affresco che abbiamo rintracciato nella cappella di San Gennaro, un vero gioiello del barocco: a mia conoscenza, si tratta dell’unico “incontro” di Lutero con la Madonna. L’affresco fu dipinto in occasione di un’epidemia di peste. Un ringraziamento per il salvataggio. Ci sono infatti raffigurati una serie di personaggi mentre ringraziano Maria. Uno di loro sta letteralmente sulla schiena di un eretico, che a sua volta è sdraiato su dei libri, sul dorso di uno dei quali si legge il nome di Lutero.

L’idea della pubblicazione nasce dunque dalla volontà di non disperdere questo patrimonio di scoperte?

Christiane Groeben: Esattamente. Sono cinque capitoli che ripercorrono tutte le nostre iniziative, in tutto 250 pagine. Pubblicato in lingua italiana da Claudiana. Un progetto che è stato sostenuto tra gli altri anche dal Comitato Nazionale Tedesco della FML, Federazione Mondiale Luterana.

Lei stessa è autrice di due articoli.

Christiane Groeben: Sì, e soprattutto scrivendo uno dei due mi sono davvero divertita. Abbiamo avuto accesso a una vera rarità attraverso il Museo delle Porcellane di Napoli. Una tabacchiera il cui coperchio è ornato da sei “eresiarchici”: Lutero, Calvino, Erasmo, il duca di Nassau, Renata di Ferrara e il duca di Sassonia. Quando si apre la scatola, invece, si vedono sei difensori della fede cattolica. Questa scatola della manifattura Ginori è documentata per la prima volta nel 1765. Abbiamo organizzato anche una conferenza su questo argomento con un esperto di storia della porcellana.

Ci sarà anche un’edizione tedesca del libro?

Christiane Groeben: Questo non è stato ancora deciso.

nd

Foto: Tabacchiera degli Eresiarchi. Coperchio, gli Eresiarchi – Museo Nazionale della ceramica Duca di Martina, Napoli (inv. n. 2836). Per gentile concessione del Ministero per i beni e le attività culturali – Polo museale della Campania. Fotografi Luciano Basagni e Alessandra Cardone.