“La Chiesa è molto importante per me”

9 – 11 ottobre 2020 | 1ª sessione del XXIII Sinodo | “Scegliere = Wählen”

Intervista con la tesoriera uscente, Ingrid Pfrommer

Dal 9 all’11 ottobre 2020 si riunirà a Roma, per la sua prima sessione, il XXIII Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Un sinodo in formato ridotto e caratterizzato dalle misure di sicurezza ma, proprio per questo, un segnale forte in questi tempi difficili di pandemia. Al centro come dice anche il titolo, “Scegliere = Wählen”, le elezioni del presidio sinodale e dei membri laici del concistoro. Ma anche se il tempo a disposizione è poco, il Sinodo avrà da prendere delle decisioni, da fare delle scelte per il futuro. Ingrid Pfrommer negli ultimi quattro anni ha ricoperto la carica di tesoriere. Ora si candida per l’elezione a vicepresidente del Sinodo.

Lei è stata per quattro anni una specie di ministra delle Finanze della CELI…

Ingrid Pfrommer: Sono stati quattro anni molto intensi che ho vissuto con gioia. Il mio compito mi ha portato a stretto contatto con tutte le comunità della CELI e mi ha permesso di conoscere la chiesa dal basso, anche nella sua struttura. È stato un incarico di grande responsabilità e, a causa dei miei obblighi professionali, questo ha richiesto da parte mia anche una buona gestione del tempo. Ma so organizzarmi bene e ho avuto un grande sostegno da parte del decanato. Siamo stati una buona squadra nel concistoro e nelle decisioni importanti abbiamo sempre condiviso le responsabilità.

Non si candida più per il concistoro, ma rimane comunque disponibile per un incarico di responsabilità.

Ingrid Pfrommer: Credo anche in futuro di poter mettere a disposizione, in qualità di vicepresidente del Sinodo, la mia esperienza professionale. Ho cominciato ancora in Germania, nel settore dell’educazione e dei giovani in strutture protette, poi sono passata alla psichiatria per adulti e ora, da vent’anni sono membro del consiglio d’amministrazione della cooperativa Progest, che si occupa, tra l’altro, della gestione di case di riposo per anziani, gruppi residenziali per malati mentali, disabili fisici e psichici, ma anche di case per rifugiati.

Lei ha parlato di gestione del tempo. Cosa la spinge a impegnarsi in una funzione di responsabilità per la CELI, nonostante un’agenda fitta di impegni?

Ingrid Pfrommer: La Chiesa è molto importante per me. Per me Chiesa significa comunità, fiducia, condivisione, vivere la fede insieme. La pandemia con le severe norme di separazione sociale ci ha appena dimostrato quanto questo sia importante. Durante i mesi del lockdown non siamo stati in grado di vivere una vera comunità, ma ci ha anche mostrato quanto sia realmente viva questa comunità. Anche la nostra comunità di Torino, di cui sono presidente. Anche questa esperienza ha rafforzato il mio desiderio di continuare a lavorare per la Chiesa.

Tra pochi giorni partirà per il  Sinodo…

Ingrid Pfrommer: Sì. E con grande gioia. Sono lieta che la decisione di un Sinodo in presenza sia stata accolta positivamente anche dalla maggioranza dei nostri sinodali, ma ho anche piena comprensione per coloro che hanno deciso di rimanere a casa per motivi di salute e personali. Personalmente, non vedo l’ora di incontrare gli altri. A condizione ovviamente che ognuno rispetti rigorosamente le regole. Ho fiducia in questo. Incontrarsi non significa necessariamente avvicinarsi o toccarsi. Ma è diverso avere l’altra persona di fronte piuttosto che vederla attraverso uno schermo.

nd