Meditazione sul versetto del mese di aprile

Si è seminati nella corruzione, si è risuscitati nell’incorruttibilità. (1.Kor.15,42)

“Bello come qui non può essere neanche in cielo” – così il titolo (in tedesco) di un libro di Christoph Schlingensief. E’ un diario della sua malattia di cancro, con tutti i dolori e le sofferenze che questa malattia comporta, ma anche con tutti quei momenti belli e straordinari.

Bello come qui non può essere neanche in cielo. Sì, penso io: questa vita, che è corruttibile, che segna sulla nostra faccia e nel nostro corpo il suo essere passeggero; nonostante ciò è meravigliosamente bella.

Sto seduta a casa, come quasi tutti in questo paese da giorni, e cerco di dare una struttura alla mia 101196-Pfarrbriefmantel-101196giornata, cerco di infondere coraggio a chi ha paura o a chi lotta in prima linea contro le malattie. E ogni tanto i miei pensieri si mettono a vagare, indietro nel passato, verso immagini e ricordi belli. Penso ad una mattina sulla “mia” isola Sardegna, già dalla mattina presto mi sono messo in cammino verso la spiaggia. L’aria è ancora umida della brina della notte, il sole si prepara ad entrare in questo giorno e si fa avanti come una palla rossa-porpora al di sopra dell’orizzonte del mare. Comincio a camminare lungo la spiaggia. Le onde carezzano i miei piedi nudi – mi sento viva, mi sento calma. Il giorno può cominciare.

Il mattino si fa giorno, un giorno che, come tutti gli altri prima di lui, deve scomparire.  Così come la sabbia, nata dalle pietre che si sono sbriciolate e dalle conchiglie, che tempo fa vivevano nel mare, prima che i loro gusci venivano disfatti dalle onde.

Io scomparirò. Già adesso il mio viso è segnato dagli anni che sono passati. E cammino meno veloce sulla sabbia rispetto a tanti anni fa.

Il dolore segna profondamente la bellezza e solo così me ne rendo veramente conto di essa.

E l’essere passeggero: da qui nasce il desiderio di poter rimanere. Di poter correre sulla spiaggia quando sorge il sole. Guardare la nebbia che si dissolve. Camminare affianco alla propria ombra mentre si accorcia e sentire i raggi di sole carichi di calore sulla pelle.

E in tutto questo il desiderio di abbracciare la vita e di mantenerla, per sempre.

Bello come qui non può essere neanche in cielo.

E’ inimmaginabile che possa esistere un luogo dove nessuna notte procede il mattino, nessun giorno e nessuna sera lo seguono.

Inimmaginabile che possa esistere una vita che non porta i segni, nessuna cicatrice che possa raccontare del dolore che l’ha creata; niente rughe che segnano la pelle e la fanno invecchiare.

Inimmaginabile che là possa esistere una bellezza, come qui sulla terra – forse ancora più bella – che potrà rimanere.

Seminati nella corruzione. Risuscitare nell’incorruttibilità.

Una promessa, non adempiuta.

Una speranza, non convalidata. Non ancora.

Augurio: Vita che rimane

Ti auguro

che ogni mattino risvegli in te fiducia

e ogni primavera fortifichi la tua fede

e ogni inizio aumenti la tua speranza

di una vita che rimane.

Pastora Kirsten Thiele, Napoli