Messaggio di Natale del Decano della CELI, Heiner Bludau

Un anno movimentato, per certi versi addirittura turbolento, sta per concludersi. Il periodo natalizio e la fine dell’anno sono sempre un momento di riflessione, con uno sguardo su quello che l’anno che sta per andarsene ci ha portato o non ci ha portato, e con uno sguardo avanti, sull’anno che sta per arrivare e su cosa ci porterà. È un momento caratterizzato forse più di ogni altro da preoccupazione, responsabilità, da speranza e anche da gioia e momenti vissuti insieme agli altri. Il Decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Heiner Bludau, nel suo messaggio per il Natale e per l’Anno Nuovo, invita a cogliere sempre questa occasione e anche di non riservarla al solo fine anno. Bisogna conoscere bene il passato, dice Bludau, perché è il fondamento del domani.
Portato dalla speranza e protetto nell’amore

“Il Natale e la fine dell’anno offrono la rara opportunità di guardare avanti e indietro, dentro le nostre vite il cui quotidiano è spesso così inquieto e (troppo) pieno di impegni. Quali sono stati gli eventi più importanti dell’anno scorso? Dipende dalla prospettiva. Il fatto che la CELI abbia compiuto 70 anni probabilmente riguarda solo i suoi membri; il fatto che la NATO abbia compiuto 70 anni fa invece riflettere sul clima da Guerra Fredda in Occidente, mentre per l’Est i 30 anni dopo la caduta del muro di Berlino rappresentano probabilmente il punto di riferimento più forte. La rispettiva situazione politica è percepita principalmente nel proprio Paese e anche la situazione dei rifugiati è percepita in modi diversi nei singoli paesi. La guerra in Siria e Yemen invece esiste solo quando ci sono dei nuovi attacchi che finiscono in prima pagina. L’inondazione record a Venezia interessa non solo gli abitanti, ma anche molti turisti; il fatto che si parli di più dell’emergenza climatica dovrebbe toccare tutti gli abitanti della terra, ma è davvero così? E infine non va dimenticato che in questo periodo di bilanci giocano un ruolo importante anche tutte le svolte e gli eventi della vita personale di ciascuno di noi.

Guardare in avanti non è un’impresa più facile della retrospettiva. Cosa ci aspetta? Anche questa domanda si sviluppa in base a prospettive diverse. Una persona ricca ha altre speranze rispetto a una persona povera. La prospettiva dipende molto dalla parte del mondo in cui uno nasce, come anche dall’orientamento politico e dalla socializzazione di ognuno. Per non parlare del fatto che non è mica scontato che le speranze o anche i timori si avverino.

Tuttavia: non dovremmo astenerci dal cogliere le occasioni per guardare avanti e indietro. Solo se conosciamo e non dimentichiamo ciò che è accaduto in passato possiamo coglierne l’insegnamento e farne tesoro per il futuro. E solo se ci lasciamo trasportare dalle nostre speranze potremmo trovare la forza di plasmare il futuro.

In tutto questo né i media, né Internet, né le nostre esperienze dovrebbero essere il criterio decisivo. Solo se mi sento protetto nell’amore sono in grado di reggere le brutte notizie e anche i ricordi difficili. E solo se la mia speranza va oltre le mie possibilità e le possibilità umane in genere, potrò resistere.

È per tutto questo che sono felice per il Natale. Questa festa ci ricorda ogni volta che Dio ci ama e che per questo ci ha mandato suo Figlio, che nella sua risurrezione ha esteso la nostra speranza all’infinito.

In questo senso, auguro a tutti un Buon Natale, del tempo da dedicare alla riflessione in questo momento di transizione da un anno all’altro e un felice anno nuovo”.

Heiner Bludau