Margot Käßmann: Senso critico, aperta, protestante

Margot Käßmann su fede, vita e morte: “Belle prospettive per gli anni migliori”.
Dice quello che pensa, è aperta, critica, acuta nel parlare di sacro e profano e di se stessa. La sua onestà è disarmante e il suo umorismo contagioso. Margot Käßmann. Ci sarebbero molte cose da scrivere su di lei…Non ha mai avuto paura di scontrarsi, di essere scomoda, ha saputo aprire nuove strade, “divagazioni sulla via della vita” come lo definisce lei. il 25 novembre scorso ha presentato il suo ultimo libro in Alto Adige, a Brunico e Bolzano. In entrambe le serate, la sala si è riempita e il pubblico ha applaudito a lungo. E questo nella “cattolicissima terra del Tirolo”.

Cercando il suo nome su Google, si aprono molte pagine. Margot Käßmann, è una pioniera, sempre un passo avanti.IMG-20191129-WA0003_3 La più giovane consigliera del CEC, il Consiglio Ecumenico delle Chiese. Aveva 25 anni ed era già madre di una bambina di un anno. A 36 anni è diventata Segretario Generale del Kirchentag, il Convegno annuale dei fedeli, Prima donna a coprire questo incarico. A 41 anni, già madre di quattro figlie, è diventata vescova della più grande chiesa regionale evangelica luterana della Germania, Hannover. Nel 2006 si è ammalata di cancro e nel 2007 ha chiesto il divorzio. Nel 2009 è stata la prima donna ad essere eletta Presidente del Consiglio dell’EKD. Un incarico del quale si dimetterà appena un anno dopo, dopo essere stata fermata dalla polizia mentre guidava in stato di ebbrezza. Le sue dimissioni sono state un atto coraggioso, segno di rispetto per la sua comunità e per il ruolo che ricopriva.  Divagazioni sulla via della vita. Dal 2012 al 2017 è Ambasciatrice per il Giubileo della Riforma a nome del Consiglio della EKD. Volevano addirittura farla Presidente della Repubblica di Germania. Ma Margot Käßmann ha detto di no. Lo scorso giugno, appena compiuti i sessant’anni, ha tenuto il suo sermone d’addio, ispirandosi alla storia di Mosè, Dtn., 31:8 “Non temere e non ti perdere d’animo”, un motto di vita e un lascito, ed è andata in pensione.

Il suo libro, scritto in occasione del suo sessantesimo compleanno, si chiama “Schöne Aussichten auf die besten Jahre- Belle prospettive per gli anni migliori”. E non c’è dubbio che lei veda le cose proprio così. La conferenza a Bolzano vola via in un attimo. Una chiacchierata piena di sprazzi di speranza, sguardi sulla sua vita, le sue figlie e i nipotini, il suo lavoro, sulle crisi di vita, sulla fede, sull’invecchiare e sulla morte. Senza risparmiarsi qualche puntatina ficcante sull’attualità. Per esempio il rammarico che le due Europe, quella d’Oriente e quella d’Occidente, non si siano mai davvero raccontate le loro storie.

Cinque domande a Margot Käßmann.

Martin Lutero parlava “Della libertà del cristiano”…..

Margot Käßmann: Sono grata di poter vivere in Europa dove la libertà di fede è un valore. Libertà che significa anche essere critici. Lutero poi non ha parlato solo di libertà. Il cristiano è libero, sì,.ma nello stesso momento è anche soggetto a tutti. Libertà significa assumersi delle responsabilità, e per me libertà significa anche il dovere di pensare in modo critico.

Ha sempre sottolineato quanto sia fondamentale la Bibbia per Lei. Ma la Bibbia è un libro che riesce ancora a parlare oggi alla gente, è un libro che può attirare i giovani?

Margot Käßmann: La Bibbia è ancora e sempre un aiuto all’orientamento nelle questioni fondamentali della vita. L’uomo si fa sedurre, tende alla violenza, guardi la società di oggi… nella Bibbia ci sono delle contro-proiezioni, delle vie alternative. Immagini di speranza. La Bibbia è molto attuale, “Beati gli operatori di pace”. Questo dimostra che le cose potrebbero essere diverse, potremmo vivere diversamente, in un mondo diverso…

Lei è stata ambasciatrice per il giubileo della riforma dell’EKD dal 2012 al 2017. Ma è stata anche spesso attaccata per le sue osservazioni critiche su Lutero.

Margot Käßmann: Ammiro Lutero per la sua forza comunicativa, il suo linguaggio colorito, per la sua mente chiara e brillante, per il suo coraggio. Ma condanno inequivocabilmente anche il suo atteggiamento nei confronti degli ebrei, il suo antisemitismo. Critico le cose con e anche contro Lutero.

Quale funzione ha oggi la chiesa, o può avere oggi la chiesa?

Margot Käßmann: Viviamo in un periodo secolarizzato e di grande fermento. Abbiamo bisogno di tradizioni, di “ringhiere” che ci diano sostegno e stabilità. Nella nostra società orientata al denaro dobbiamo sostenere valori come la carità, la responsabilità verso il prossimo, la solidarietà e la comunità. La Chiesa crea tutto questo. Ma la chiesa deve anche essere autocritica, ha accumulato tantissime colpe nel corso degli anni e dei secoli!

A 25 anni è entrata far parte del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Cosa significa ecumenismo oggi per lei?

Margot Käßmann: Cattolici e protestanti si sono combattuti a lungo, oggi non ci sono più tante differenze, si sono avvicinati molto. Sono creativi nella loro reciproca critica. Io personalmente non ambisco ad una chiesa unita, mi piace essere protestante e voglio distinguermi in essa, voglio discutere, voglio confrontarmi con i cattolici, nella nostra riconciliata diversità. È stimolante. Come ho detto prima, non vorrei UNA chiesa, ma vorrei poter celebrare la comunione insieme, ufficialmente.

nd