Nove Bolzanini alla scoperta di Genova

Visite guidate, incontri e scambi

Nove persone, cinque nazionalità, (quasi) ogni fascia d’età. Questo è l’identikit del piccolo gruppo di Bolzano in visita alla comunità Genova il secondo fine settimana di settembre. Un tempo bellissimo e una città affascinante che si è mostrata al meglio, hanno reso queste giornate un’esperienza unica.
La pastora Elisabeth Kruse è rimasta per tutto il fine settimana a fianco dei suoi ospiti, guidati dal pastore Michael Jäger e arrivati nel capoluogo ligure venerdì sera. La prima esperienza indimenticabile è stata già l’arrivo nell’alloggio: la Casa delle Marcelline, immersa in un bellissimo
parco con vista mare e terrazza per la prima colazione.

Fru╠êhstu╠êcksterrasseIl sabato è stato caratterizzato da scoperte e incontri. Innanzitutto l’incontro con la comunità ospitante, seguito da una visita guidata della città durata tre ore che ha tenuto conto anche degli interessi degli ospiti più piccoli anche se, a dire la verità, la visita in una nota cioccolateria cittadina non ha entusiasmato solo i più giovani…
Ci sono stati poi i celebri Palazzi Rolli, le chiese e piazze della città portuale; i Caruggi, ovvero, come insieme, il più grande centro storico d’Europa. E poi ancora, in un programma così denso, non potevano mancare la famosa Lanterna, simbolo di Genova, e un giro panoramico in battello fronte porto. C’è stato anche tempo per la visita alla Missione Marittima Tedesca e alla sua responsabile, la diacona Barbara Panzlau. La sera poi – un piacevole obbligo quando ci si trova in una città di mare – un’ottima cena a base di pesce in una trattoria tipica.Besuch in der Seemannsmission

Domenica 8 settembre il gruppo di Bolzano ha partecipato al culto nella chiesa di Nervi, con l’inaugurazione di una targa commemorativa in memoria di Ulrich von Hassell, ex membro della comunità giustiziato dal regime nazista. Una passeggiata sul lungomare di Nervi prima di tornare a casa, ha completato il viaggio.
Per chiudere una piccola perla: per Farzad Karimi, membro della comunità di Bolzano e rifugiato iraniano, la visita a Genova è stata un’esperienza davvero speciale: non solo è stata la prima vacanza della sua vita ma è stata anche la prima volta in cui ha potuto dormire per due notti da solo in una stanza tutta per sè e in un letto davvero confortevole. A Bolzano infatti ha un lavoro regolare ma vive ancora in un rifugio per migranti sovraffollato. Un bell’esempio di integrazione riuscita e vissuta.

nd