Cattolici e luterani norvegesi in visita a Roma

Una situazione capovolta ma per certi versi molto simile, ecco cosa unisce, a parte la fede cristiana naturalmente, le chiese in Italia e in Norvegia. All’inizio di settembre una delegazione cattolico – luterana norvegese è venuta a Roma per incontri con vari esponenti del mondo evangelico e cattolico. A parte la best practice e la discussione di temi teologici, al centro dell’incontro c’è stato soprattutto anche uno scambio intenso sui temi caldi e sulle emergenze sociali in Europa.

In Norvegia sono i cattolici che vivono la diaspora, mentre in Italia il mondo evangelico è in netta minoranza. L’ecumenismo quindi non è soltanto un traguardo, ma un’esperienza fondamentale da vivere e approfondire in tutti e due paesi. Benché i due paesi si trovano agli antipodi dell’Europa con modi di vita e abitudini, ben molto differenti, dettati anche dal clima, il confronto su diversi livelli, sia nel mondo protestante che nel mondo cattolico, da nord a sud, ha evidenziato che una della prime domande a preoccupare è come poter coinvolgere oggi in modo vincente i giovani nel mondo della chiesa. Il cambiamento del clima e l’impegno per l’ecologia e per la sostenibilità sono invece insieme all’emergenza migranti le sfide del futuro più sentite, da affrontare da soli, ma soprattutto insieme…

Giovedì, 5 settembre, gli ospiti guidati da Ejnar Tjelle, segretario generale del Consiglio per le RelazioniIMG-20190905-WA0001 internazionale ed ecumeniche della Chiesa di Norvegia, hanno visitato il decanato della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, in via Aurelia Antica, incontrando il decano, Heiner Bludau e la vicepresidente del concistoro e rappresentante legale della CELI, Cordelia Vitiello. Come ha ribadito il decano, i rapporti tra le confessioni e tra nord e sud, “si basano su una sensibilità comune e diverse sfide da condividere: i giovani e i migranti sono due di questi temi sui quali vogliamo avere una voce comune, come federazioni di chiese”. Lo scambio, sostiene Bludau, mi ha molto colpito, anche perché nella discussione mi sono reso conto, che in una società secolarizzata come la nostra, noi – cattolici ed evangelici – dobbiamo annunciare assieme il Vangelo e solo insieme possiamo trovare una base per farlo in modo credibile.”

La delegazione ha seguito con grande interesse la presentazione dei numerosi progetti (diaconali) portati avanti dalla CELI e dalle sue 15 comunità, distribuite in tutta l’Italia. Dopo aver visitato la Comunità Evangelica Luterana di Roma incontrando il pastore Michael Jonas, la delegazione norvegese è stata accompagnata da Heiner Bludau e Cordelia Vitiello alla sede della Federazione delle Chiese Evangeliche, FCEI, dove hapotuto conoscere le attività targate FCEI nell’ambito del suo programma migranti e rifugiati quali Mediterranean Hope e l’esperienza particolare e molto positiva dei Corridoi Umani.

Come riportato dall’agenzia stampa della FCEI, nev.it, il segretario generale Ejnar Tjelle si è dichiarato molto positivamente impressionato da questi progetti. “Ci siamo confrontati su come poter fare un’attività di lobby congiunta, sui nostri rispettivi governi e in seno alle istituzioni europee, per implementare questo percorso dei corridoi umanitari per i profughi.”

Dopo la prima giornata dedicata soprattutto al mondo evangelico in Italia, il programma della delegazione norvegese prevede incontri vari con la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio e con altre realtà del mondo cattolico e non.

nd