Franziska Müller, Vicedecana: Come chiesa siamo nel mezzo

Franziska Müller insieme al marito Friedemann Glaser è pastora della comunità Evangelica-Luterana di Firenze. Durante il Sinodo del 2018 è stata eletta vicedecana e in questa veste è oggi uno dei cinque membri del Concistoro

In qualità di membro del Concistoro, lei ha partecipato alle discussioni sulla scelta del tema del Sinodo 2019.

Franziska Müller: Ci siamo confrontati a lungo sull’argomento, anche sulla decisione di non tradurlo letteralmente in italiano, ma di scegliere di proposito un titolo italiano con un significato diverso.

Glauben und Handeln (Fede e Azione, ndr) – Fede e Futuro. Due binomi che rispecchiano anche due approcci diversi?

Franziska Müller: Sì, la decisione è stata questa. Fede e Azione per me sono inscindibili e complementari. La fede senza azione è autoreferenziale, ha il sapore di un’occasione mancata. L’azione invece, dal canto suo, richiede un senso e un obiettivo: devo avere qualcosa che mi spinge, che mi orienta. Ed è bello quando posso dire a me stesso e agli altri perché sto facendo questo e non altro.

La fede può essere interpretata in modo molto ampio, nel senso che ci sono diversi tipi di credo o lei si riferisce espressamente alla fede cristiana o protestante?

Franziska Müller: Sì, sono convinta che tutti coloro che agiscono, credono. Spesso però non ne siamo consapevoli e ci lasciamo tentare e influenzare da impulsi inconsci: desiderio di conforto, paura, prestigio, ecc. Come sinodali evangelico-luterani, abbiamo una base comune di fede. Sono contenta di poter discutere al Sinodo quali siano le convinzioni che ci uniscono – e che cosa significhi questo per il nostro agire come CELI nel futuro.

E Fede e Futuro?

Franziska Müller: Il binomio Fede e Futuro per me è un’indicazione chiara: il 70° compleanno della CELI non deve essere solo un’occasione per guardare indietro ma piuttosto per interrogarci: “Che ne sarà di noi? Oppure, come ha puntualizzato il nostro decano Heiner Bludau negli incontri preparatori del sinodo, “Cosa dobbiamo fare perché la CELI possa arrivare a festeggiare i 100 anni?” Questa affermazione mi è rimasta impressa, perché chiarisce due cose: da una parte la questione dell’importanza di ciò che noi, come luterani, rappresentiamo per i prossimi anni e decenni qui nel nostro “piccolo mondo”, dall’altra e la responsabilità per il futuro del mondo intero. E con questo torno di nuovo al titolo tedesco del Sinodo, Glauben und Handeln, Fede e Azione!

In quale direzione porta questa azione, o meglio: qual è per Lei un aspetto particolarmente importante dell’azione?

Franziska Müller: Le nostre azioni continueranno ad andare in molte direzioni anche in futuro, come chiesa viviamo nel nostro tempo e siamo coinvolti in tutte le tematiche che l’attualità via via ci presenta. Sarà compito prioritario del Sinodo decidere insieme quali dei tanti campi d’azione possibili scegliere e dove impegnarci come comunità. Nel periodo preparatorio al Sinodo ci siamo occupati dell’Agenda 2030. E ancora prima dell’inizio delle manifestazioni del venerdì (per la tutela del clima), abbiamo riflettuto su quale possa essere la nostra voce in questo ambito così sentito dalle giovani generazioni, e non solo da loro. Ci muoviamo insieme, sulla base della nostra fede, per il bene del futuro.

 

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