Nessun inganno e pace

Care lettrici e cari lettori,

quanto spesso avete detto o sentito, scritto o letto “Felice Anno Nuovo” in questi giorni? Secondo l’antica tradizione si può augurare buon anno nuovo durante tutto l’anno. Questo vorrei fare qui anche se ci siamo conosciuti casualmente o non ci siamo mai visti. Chi non vorrebbe che il 2019 fosse un buon anno? O formulato in maniera un po’ demodé: “C’è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene?” (Salmo 34,13). Tutti noi, chiaramente. Non ho mai incontrato qualcuno che non vivrebbe volentieri, supposto che questa vita sia fatta anche di giorni buoni. Naturalmente me inclusa. Come ci arriviamo? Me lo chiedo spesso, principalmente quando le cose vanno ancora peggio di quanto abbia creduto possibile.

C’è una ricetta per una vita felice? Quando ho consultato il versetto dell’anno per il 2019 dall’ Unione dei Fratelli Boemi, mi sono imbattuta in qualcosa di simile. Il versetto dell’anno stesso è solo l’ultima parte di una quartina sul tema:

Custodisci la lingua dal male,
le labbra da parole di menzogna.
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
cerca e persegui la pace.
(Salmo 34,14 – 15)

Le poesie ebraiche non fanno rima, ma procedono secondo il motto: una ripetizione regge meglio, si direbbe, le poesie finiscono con una ripetizione in seconda riga. Vista così, questa ricetta ci dà due ingredienti per una buona vita: nessun inganno e pace, in questa sequenza. Il concetto di pace mi appare subito chiaro. Ci auguriamo naturalmente un nuovo anno pieno di pace. Guerra e giorni felici non vanno d’accordo. Se quindi il 2019 sarà un anno costruttivo e pacifico, è come se avessimo già vinto. Questo vorrei augurare all’Italia e a tutta l’Europa. Ma pace non significa nascondere le cose sotto al tappeto o abbellirle.  Il fondamento per la pace è “nessun inganno”. Potrebbe anche andar bene ingannare se stessi e gli altri, ma di certo non è una base per una convivenza felice e duratura. Buoni propositi appartengono al nuovo anno come buoni desideri. Forse dovremmo iniziare col “non ingannare” e vedere cosa succede. In questo senso vi auguro un buon anno con tanti buoni giorni!

Dr. Jutta Sperber