Innario CELI

Cantare e vivere alla lode di Dio

“Insieme a rendergli onor, chiamati siamo dal Signor”. Così recita l’inno 221,5 pubblicato nel nuovo innario della CELI. Quasi 10 anni dopo il primo impulso dato durante il Sinodo del 2001 (a Nicolosi/CT) e grazie alla collaborazione di molte persone e di alcune in particolare, ecco che il nuovo innario verrà presentato e introdotto nelle nostre comunità anche se si manterrà ancora l’Evangelisches Gesangbuch tedesco.

Un innario è un libro fondamentale per una chiesa. E’ un concentrato di spiritualità, di storia, di preghiera, di teologia, di vita comunitaria e quindi anche di testimonianza. Difatti, a partire dai Salmi dell’Antico Testamento, la fede in Dio ha nel suo DNA il canto, la lode, l’adorazione comunitari. In Italia, inoltre, si ha una grande tradizione di inni e di canti cristiani – basti pensare al grande Ambrogio di Milano, padre della Chiesa occidentale, che compose testi e melodie per il canto comunitario, ma anche a compositori e movimenti spirituali fino al XX secolo che hanno agito in questo fondamentale settore.

A questo patrimonio si aggiunge l’importanza chela Riformaprotestante nelle sue varie ramificazioni, ma in particolare in quella luterana,  ha da sempre attribuito al canto come modalità di esprimere e di alimentare la fiducia in Dio e il senso di appartenenza a una concreta comunità.

Non stupisce quindi che in Germania, in Svizzera, in Francia, in Inghilterra e nei paesi scandinavi, con l’avvenire della Riforma si sono ben presto pubblicati veri e propri innari – libri di canti e di preghiere che, accanto alla Bibbia, sono diventati i libri principali della fede evangelica.

Il nuovo Innario della CELI ha quindi un traguardo ambizioso: quello di diventare, seppure con tutti i suoi limiti, il secondo libro più diffuso nella nostra chiesa, seguito magari da “Un giorno Una parola” (die “Losungen”).

Di seguito, vogliamo presentare alcuni aspetti che senz’altro mettono in risalto l’importanza di questo nuovo libro, che le Comunità della CELI hanno già sperimentato e anche aiutato a migliorare ulteriormente.

Un libro per cantare e per pregare

Prima di tutto, è importante sottolineare che un innario non è mai solo un libro di canti o addirittura destinato solo a chi canta abbastanza bene da poter far parte di un coro. No, un innario è una “miniera”, un tesoro per esprimere e curare la fiducia personale in Dio sapendosi membro di una comunità che attraversa i continenti e i secoli. Per questo, anche l’Innario CELI non è solo un libro di inni e canti (che già a loro volta sono spesso delle preghiere) ma contiene anche preghiere per diverse occasioni della vita quotidiana e liturgica, salmi, testi fondamentali della fede cristiana in prospettiva evangelico-luterana.

Un libro per la liturgia

hi apre l’Innario CELI, si imbatte subito dopo l’indice nella liturgia. Infatti, per le chiese luterane il culto comunitario delle domeniche e delle grandi feste è essenziale per poter vivere poi il culto della testimonianza quotidiana. Ci riuniamo per il culto per servire, per lodare, per ascoltare il Signore che, a sua volta, ci viene a servire conla Suaparola,la Suacomunione,la Suabenedizione. L’ordine liturgico del culto riunisce questi elementi in fedeltà al messaggio biblico. Ovviamente, essendola CELIuna chiesa composta dalle singole Comunità, l’ordine liturgico pubblicato nell’Innario non ha carattere obbligatorio ma soprattutto orientativo. Tale proposta liturgica è comunque stata posta all’inizio dell’Innario per significare che tutto il contenuto di questo libro va visto inserito nella lode e nel servizio di tutta la chiesa.

Un libro bilingue

La seconda caratteristica del nuovo Innario è il fatto che è bilingue quasi al 100%. Sela CELInegli ultimi 15-20 anni si è sviluppata da chiesa prevalentemente tedesca a chiesa sempre più bilingue, non solo formalmente e ufficialmente ma anche nei culti e in varie attività di parecchie delle sue Comunità, con l’Innario si raggiunge un nuovo livello di questo bilinguismo che desidera valorizzare sia l’italiano che il tedesco in senso pieno. Chi conosce gli innari in uso in Germania, ovviamente si accorgerà del fatto che l’Innario è strutturato seguendo la matrice tedesca per quanto riguarda sia gli inni sia i diversi testi (preghiere, confessioni di fede, ecc.). Noterà, inoltre, che la maggior parte degli inni è di tradizione linguistica tedesca e quindi è stata tradotta con grande diligenza ma anche nella consapevolezza che non sempre si può riuscire a tradurre fedelmente dei testi, soprattutto quando si tratta di testi poetici con una grande carica spirituale e con una grande tradizione (basti pensare quanto sia difficile tradurre Dante o Leopardi in tedesco…). Salvo poche eccezioni, l’Innario rende possibile, in ambedue le lingue, la condivisione della preghiera cantata e di tutti gli altri testi ivi contenuti. Certo, il bilinguismo sistematico ha anche il suo prezzo: anziché poter offrire 500 e più inni, l’Innario CELI si è dovuto limitare a una scelta che ha comportato anche “tagli dolorosi” che riguardano il numero sia dei canti sia delle preghiere; ci sono comunque 270 inni e canti a disposizione di tutti, molti risalenti ai secoli precedenti, diversi anche moderni (e per bambini e bambine). Molti dei canti vengono per la prima volta pubblicati in italiano e alcuni per la prima volta in tedesco.

Un libro ecumenico e internazionale

Il nuovo Innario non solo è internazionale ma anche chiaramente ecumenico. Malgrado la musica e i canti siano stati anche strumenti di propaganda a scapito di altre confessioni cristiane, il tesoro spirituale e musicale ecumenico ha ormai da decenni trovato ingresso nelle raccolte di canti e di preghiere, specie nel mondo di lingua inglese e tedesca. In primo luogo, l’Innario attinge alle tradizioni musicali delle chiese sorelle valdesi, metodiste e battiste in Italia, ma ha accolto anche alcuni canti provenienti dalla tradizione cattolica italiana. Si trovano, infine, nel nostro Innario anche alcuni canti (ad es. canti gospel in inglese) e diverse strofe in lingue “terze”, per indicare la lingua originale o anche la lingua di chiese con cuila CELIha un particolare rapporto.

 

Un libro a più voci

Nella tradizione protestante, il canto comunitario e corale è di fondamentale importanza. Per rendere visibile e anche praticabile questa consuetudine, si è cercato di pubblicare, nel limite del possibile, un bel numero di canti a 4 voci, per favorire il canto corale, l’esecuzione ad es. dall’organo, dal pianoforte o da un gruppo di ottoni. Va notato, inoltre, che ci sono diversi canoni che possono facilmente coinvolgere la comunità tutta in una corale lode di Dio.

Un libro … da regalare!

Sono convinto che l’Innario bilingue offrirà alla CELI un futuro ricco di possibilità per celebrare culti, per crescere spiritualmente, per essere sempre più una Chiesa in Italia che evangelizza e che vive la propria vocazione ecumenica sia in tedesco sia in italiano. E’ ovvio che questo può accadere solo se le Comunità adotteranno questo libro e se i suoi membri lo useranno a casa e … se lo regaleranno a più persone possibili. Così l’Innario potrà trovare un uso benedetto “coram Deo” – davanti a Dio, e “coram mundo” – davanti al mondo, luogo della testimonianza concreta in parole e opere di ogni persona credente.

Ulrich Eckert, (pastore), Milano