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Il vescovo palestinese Mounib A. Younan è il nuovo presidente della Federazione luterana mondiale

Il dialogo interreligioso, la promozione di giustizia, pace e riconciliazione,

28.07.2010

Il vescovo palestinese Munib A. Younan è il nuovo presidente della Federazione luterana mondiale (FLM). Ad eleggerlo, i 418 deputati riuniti dallo scorso 20 luglio a Stoccarda per la XI Assemblea della FLM. 56 anni, sposato con tre figli, Younan succede al vescovo statunitense Mark S. Hanson della Chiesa evangelica luterana in America (ELCA) che ha ricoperto la carica dal 2003.

“La mia visione della Federazione luterana mondiale è di una comunione di chiese che ricerca il coraggio di una predicazione profetica – ha detto il nuovo presidente nel suo primo discorso all'Assemblea -, capace di portare il proprio pulpito nelle strade e far conoscere al mondo l'amore di Dio”. Tra le priorità evidenziate da Younan: il dialogo interreligioso; la promozione della giustizia, della pace e della riconciliazione; la lotta all'antisemitismo, all'islamofobia e alla xenofobia. “In quanto arabo cristiano che vive in Palestina – ha sottolineato Younan – so quanto sia importante, e quanti benefici possa concretamente portare ad ogni persona, il dialogo con altre fedi”.

Il nuovo presidente dei luterani mondiali ha una ricca biografia. Consacrato nella Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa nel 1976, è stato pastore della chiesa del Redentore a Gerusalemme e delle parrocchie di Beit Jala e Ramallah. Dal 1998 è alla guida della Chiesa evangelica luterana di Giordania e Terra Santa, una delle più piccole chiese appartenenti alla FLM. Younan è stato vice presidente della FLM e attualmente presiede la Comunione delle chiese evangeliche del Medio Oriente; fa parte del Comitato cristiano internazionale di Gerusalemme; è cofondatore del Consiglio delle istituzioni religiose in Terra Santa di cui fanno parte esponenti cristiani, ebraici e musulmani.

L'XI Assemblea della FLM si conclude oggi, al termine di 8 giorni di lavori intensi attorno al motto Dacci oggi il nostro pane quotidiano. La quarta richiesta del Padre nostro ha infatti consentito ai partecipanti di affrontare quelle questioni che riguardano le necessità primarie dell'essere umano e di cui milioni di persone nel mondo sono private, a causa dell'emergenza alimentare, del debito illegittimo, del cambiamento climatico, delle discriminazioni di genere e della pandemia di HIV/AIDS – solo per citare i principali temi affrontati dall'Assemblea.

Particolarmente significativa è stata la cerimonia di riconciliazione tra luterani e mennoniti, avvenuta lo scorso 22 luglio. I mennoniti, appartenenti al movimento anabattista, furono infatti perseguitati dai luterani del XVI secolo, rimanendo oggetto di condanne e di giudizi che ne hanno distorto l'immagine anche nei secoli successivi.

Numerosi sono stati gli ospiti intervenuti all'Assemblea luterana. Tra questi, arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams; il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I; il cardinale Walter Kasper, già presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani. Dall'Italia sono presenti, in qualità di delegati, il pastore Holger Milkau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), e Christiane Groeben, presidente del Sinodo della CELI.

(NEV/CS29)

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