Nikolaus Schneider a capo della EKD dopo le dimissioni della Kässmann
04.03.2010
A prendere le redini della Chiesa evangelica tedesca (EKD), dopo le dimissioni della vescova luterana Margot Kaessmann, è il teologo Nikolaus Schneider, 62 anni, presidente della Chiesa evangelica renana, e fino a qualche giorno fa, vice della Kässmann.
Il Consiglio della EKD, riunitosi lo scorso fine settimana in seguito ai fatti che hanno portato alle dimissioni della Kaessmann (che il 20 febbraio era stata fermata dalla polizia stradale in stato di ebrezza mentre passava un semaforo rosso), ha incaricato il pastore Schneider di traghettare la EKD fino all'autunno prossimo, quando, in occasione del Sinodo che si terrà dal 5 al 10 novembre a Hannover, sarà eletto il nuovo presidente. Secondo alcuni osservatori ci sono buone probabilità che in quella sede venga confermato al vertice della EKD lo stesso Schneider. Il teologo è infatti molto stimato tra le fila dei protestanti tedeschi. Toccante fu il modo in cui parlava del suo dolore, quando, 5 anni fa, perse la figlia per leucemia. Molto impegnato sul fronte della giustizia sociale, Schneider è particolarmente sensibile alle tematiche del lavoro, della povertà e della disoccupazione.
Il 24 febbraio Nikolaus Schneider e la presidente del Sinodo della EKD, Katrin Göring-Eckhard - che ricopre anche l'incarico di vicepresidente del Parlamento federale tedesco - in un comunicato congiunto, pur rispettando la decisione della Kaessmann, hanno espresso forte rammarico per le sue dimissioni, sottolineando come alla EKD verranno a mancare “la sua coerenza e chiarezza in merito alle sue posizioni teologiche, sociali e politiche”. Parole di solidarietà sono giunte alla Kaessmann, tra le altre, anche dal segretario generale della Federazione luterana mondiale (FLM), Ishmael Noko, e dal presidente della Conferenza episcopale tedesca, l'arcivescovo Robert Zollitsch.
La EKD raccoglie 22 chiese regionali, cosiddette Landeskirchen – tra luterane, unite e riformate – della Germania, in rappresentanza di 25 milioni di protestanti.
(NEV, 9/2010)


