Nel decennio di Lutero ha inizio l'anno dedicato a Riforma e tolleranza

 

 Inaugurazione solenne con Margot Käßmann e Hans-Peter Friedrich

L’ambasciatrice della EKD, Margot Käßman, ha tenuto la predica durante il culto celebrativo col quale l’anno tematico “Riforma e tolleranza” si è inaugurato presso la Dreifaltigkeitskirche a Worm ed al quale è seguito una cerimonia. Esso si colloca tra gli eventi organizzati in preparazione dell’anniversario della Riforma nel 2017. Mentre Margot Käßman ha tenuto la predica durante il culto, il ministro della Repubblica Federale Hans-Peter Friedrich  ha parlato sull’apertura dell’anno tematico 2013.

 La Käßmann nella sua predica ha detto che spesso le chiese evangeliche vengono rimproverate, perchè il loro atteggiamento davanti alle domande etiche non è sufficentemente univoco. Ma proprio questo rappresenta la forza della fede riformata. Non ci sono dogmi a cui il singolo cristiano di confessione evangelica deve credere.

 “La singola coscienza deve essere rafforzata” ha detto la Käßmann: “ Io devo pensare autonomamente”. A ciò appartiene anche l’essere in grado di sostenere l’esistenza di opinioni differenti e di contrasti riguardanti l’interpretazione della verità: “questo è parte costituente dell’insegnamento evangelico”. La molteplicità di posizioni tuttavia comporta un rischio maggiore rispetto all’uniformità, ha sottolineato la ex vescova di Hannover, che svolge il ruolo di ambasciatrice della EKD per il cinquecentesimo anniversario della Riforma che cadrà nel 2017.

 La libertà in senso evangelico non è mai da intendersi come “libertinismo, con il quale oggi viene confusa la libertà”, ammonisce la ex presidente del consiglio della EKD. Libertà non significa “banalizzazione e involgarimento dei valori e dei punti di vista”. Essa piuttosto si riferisce alla comunità. Il concetto di libertà di Martin Lutero sta dietro al motto della rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fratellanza. La libertà di pensiero, di parola e di coscienza hanno dovuto spesso essere conquistate andando anche contro l’istituzione Chiesa, ammette la Käßmann.

 Lutero e gli altri riformatori non possono essere citati per il loro atteggiamento di tolleranza. Lutero ha inveito contro ebrei, turchi e papisti in un modo per noi oggi insopportabile. Ma la Chiesa della Riforma deve continuare a riformarsi, ha sostenuto la Käßmann. Oggi le chiese hanno capito, “che una forte ostinazione non porta alla pace”.

 Il ministro degli Interni  tedesco Hans Peter Friedrich alla cerimania conclusiva ha parlato di “sviluppo dell’identità e della tolleranza come di una sfida culturale continua”. La vera tolleranza è un’atteggiamento attivoe significa voler capire l’altro. Essa si regge su due colonne: l’apertura mentale e la curiosità rappresentano una di esse, mentre la chiarezza sulla propria identità l’altra. “Solo chi è cosciente della propria posizione, si conosce ed è in pace con se stesso può accettare compromessi” ha sottolineato Friedrich. A questo proposito le chiese possono dare impulsi importanti. Lo Stato non può qui imporre ordini.

 (Traduzione da: EKD, Newsletter Lutherdekade n. 10 – Foto: epd-bild/Hanno Gutmann)